Perché Diritto Privato è considerato difficile
Diritto Privato spaventa quasi tutti. È uno degli esami con cui molti studenti di Giurisprudenza, Scienze Politiche ed Economia si confrontano già al primo anno, spesso senza aver mai aperto un codice civile prima.
Il problema non è tanto la materia in sé, ma il fatto che ci si trova davanti a un linguaggio completamente nuovo: termini tecnici, istituti giuridici, rimandi normativi, senza ancora avere gli strumenti per orientarsi. È come iniziare a leggere un libro in una lingua che non conosci bene.
A questo si aggiunge la nomea negativa che l’esame si porta dietro. Studenti che lo raccontano come un’impresa titanica, manuali da più di mille pagine, professori esigenti. Tutto contribuisce ad alzare il livello di ansia prima ancora di iniziare a studiare.
Ma c’è una cosa che vale la pena dire subito: Diritto Privato si supera, e con ottimi risultati. Basta studiare nel modo giusto.
Cosa studiare davvero per l’esame
Il manuale è il punto di partenza obbligato, ma non basta studiarlo in isolamento. L’errore che fanno molti è trattare il testo come fosse un romanzo da leggere dall’inizio alla fine, senza mai alzare gli occhi dal libro.
Per preparare l’esame di Diritto Privato in modo efficace, bisogna affiancare al manuale il Codice Civile. Non è un optional. I professori chiedono gli istituti giuridici come proprietà, contratto, responsabilità civile, successioni, e vogliono che tu sappia argomentarli facendo riferimento agli articoli. Se studi il manuale senza mai toccare il codice, arrivi all’esame con delle lacune che emergeranno alla prima domanda.
Un consiglio pratico: usa le linguette colorate per segnare gli articoli principali nel codice. Mentre leggi il manuale, cerca l’articolo corrispondente e leggilo. Questo doppio passaggio aiuta a fissare i concetti molto meglio di una semplice lettura passiva.
Come organizzare il programma
Quanto tempo serve per studiare Diritto Privato? Almeno due o tre mesi. Chi spera di cavarsela in quattro settimane di solito si ritrova a dover rimandare la sessione d’esame.
I manuali in adozione hanno mediamente tra le 1.200 e le 1.500 pagine. Se riesci a studiarne 20 al giorno, un ritmo già sostenuto, ti servono 60-75 giorni solo per la prima lettura. A questi vanno aggiunti il ripasso e la preparazione all’orale.
Organizzarsi per tempo è quindi la prima mossa concreta. Ecco uno schema di base che puoi seguire:
- Prima fase (prime 4-6 settimane): prima lettura completa del manuale, con consultazione parallela del codice. L’obiettivo non è memorizzare tutto, ma capire la struttura della materia e il linguaggio.
- Seconda fase (3-4 settimane): ripasso per istituti giuridici. Rileggi e schematizza per consolidare le conoscenze.
- Terza fase (1-2 settimane): simulazioni orali, ripasso veloce degli argomenti più deboli, lettura delle domande frequenti.
Pianifica sessioni da 4-6 ore al giorno, con pause di circa 15 minuti ogni 45-50 minuti di studio.
Tecniche di memorizzazione per articoli e istituti giuridici
Il metodo di studio per Diritto Privato non può essere puramente mnemonico, perché all’orale il professore chiede le applicazioni degli istituti giuridici e vuole ragionamento.
Quello che funziona è prima capire i concetti e poi memorizzare. Quando hai chiaro perché esiste un certo istituto giuridico, quale problema risolve e come si applica nella realtà, ricordarlo diventa molto più facile.
Per gli articoli del codice, una tecnica utile è la ripetizione attiva: dopo aver letto un articolo, chiudi il codice e prova a riscriverlo con parole tue. Non serve essere precisi alla virgola, ma capire il senso e saper spiegarlo.
Studiare ad alta voce aiuta molto, soprattutto in vista dell’orale. Se riesci a spiegare un istituto come se stessi parlando a qualcuno che non lo conosce, vuol dire che lo hai davvero capito.
Schemi, mappe concettuali e riassunti: funzionano?
Quando studi Diritto Privato, riassunti e schemi sono strumenti utili nella fase di ripasso, non in quella di studio iniziale. Se scarichi schemi già fatti da internet e li studi al posto del manuale, probabilmente arrivi all’esame con una preparazione superficiale.
Se invece costruisci gli schemi tu, mentre studi, il discorso cambia. Elaborare uno schema ti obbliga a rielaborare il contenuto, a capire la gerarchia dei concetti, a identificare le connessioni tra un istituto e l’altro. È un lavoro attivo che fissa le informazioni meglio di una rilettura passiva.
Le mappe concettuali sono utili soprattutto per visualizzare le relazioni tra istituti diversi: per esempio, come si collegano la capacità giuridica, la capacità di agire e i contratti. I riassunti scritti a mano funzionano bene per consolidare i concetti alla fine di ogni sezione.
Errori da evitare durante la preparazione
Qualche cosa che conviene non fare:
- Iniziare a studiare troppo tardi. È l’errore più comune. Tre settimane non bastano, anche se sei veloce.
- Studiare solo il manuale senza il codice. Come detto, è una lacuna che si paga all’orale.
- Trascurare il linguaggio tecnico. Se non sai cosa significa “negozio giuridico” o “obbligazione propter rem”, fai fatica a costruire qualsiasi ragionamento. Tratta il linguaggio giuridico come una lingua da imparare: prima le parole, poi le frasi.
- Affidarsi solo agli schemi altrui. Sono utili per integrare, non per sostituire lo studio.
- Fare le maratone a ridosso dell’esame. La notte prima non recuperi mesi di studio carente, ma accumuli solo stanchezza.
Come preparare Diritto Privato se lavori o hai poco tempo
Se studi mentre lavori, organizzare il tempo è ancora più importante. L’esame di Diritto Privato richiede continuità: meglio studiare un’ora al giorno tutti i giorni che otto ore il sabato e poi fermarsi per una settimana.
Chi ha poco tempo disponibile può adottare qualche accorgimento:
- Dividere il programma in blocchi tematici piccoli, uno per volta.
- Usare i tempi morti (trasporti, pause pranzo) per ripassare schemi o ascoltare registrazioni delle lezioni.
- Concentrarsi prima sugli istituti principali, come proprietà, contratto, responsabilità, che da soli coprono buona parte delle domande d’esame tipiche.
In questo senso, studiare in un’università telematica come Unicusano offre un vantaggio concreto. Le lezioni sono disponibili online 24 ore su 24 sulla piattaforma e-learning: puoi rivederle quando vuoi, fermarle, tornare indietro sulle parti più complesse. Non sei vincolato a orari fissi, e puoi costruire il tuo piano di studio intorno alla tua vita, non il contrario. Hai anche un tutor che ti segue nel percorso e i docenti sono raggiungibili per chiarimenti. Per chi studia lavorando, non è un dettaglio trascurabile.
FAQ
Come studiare Diritto Privato partendo da zero?
Inizia con una lettura esplorativa dell’indice del manuale per capire la struttura della materia. Poi affronta il testo in modo sistematico, affiancando il codice civile e costruendo man mano il tuo glossario di termini tecnici.
Quanto tempo serve per studiare Diritto Privato?
In media due o tre mesi, con un ritmo di studio regolare. Meno di sei settimane è rischioso, soprattutto per chi affronta la materia per la prima volta.
È possibile superare l’esame di Diritto Privato al primo tentativo?
Sì, è assolutamente possibile. Serve un buon metodo di studio, il tempo giusto e un ripasso solido prima dell’orale.
Gli schemi aiutano davvero?
Sì, ma quelli che costruisci tu, non quelli scaricati. Il valore dello schema sta nel processo di creazione, non nel documento finito.
Come si gestisce l’ansia prima dell’orale?
Arrivare preparati è la cosa che abbassa di più l’ansia. Oltre a questo: dormi bene nelle notti precedenti, evita lo studio notturno a ridosso dell’esame, e fai qualche simulazione orale con un collega o ad alta voce da solo.
Unicusano offre Giurisprudenza online?
Sì. Il corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza di Unicusano è riconosciuto dal MUR e si può seguire interamente online, con accesso flessibile alle lezioni e supporto tutoriale continuo.
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